Freinet senza saperlo: ? schematico. [Freinet stimolava in loro la curiosità per l’architettura di ogni testo, che veniva smontato e rimontato insieme ai relativi caratteri tipografici, consentendo loro anche una collaborazione a tutto campo, essendo suddivisi in piccoli gruppi di lavoro, per non parlare poi della funzione strettamente critica, visto che comprendere (e correggere) un elaborato prima di stamparlo, sradicava dai ragazzi quella sacralità del testo scritto 
- PEDAGOGIA POPOLARE: nasceva per riscattare socialmente gli alunni più poveri o provenienti da contesti sociali degradati. Ovvio che l’origine stessa del pedagogista, rurale e poverissima, contribuì non poco ad orientarne gli studi in tale direzione;
- PERCORSO NATURALE A TENTONI («tâtonnement», in francese), e cioè un apprendimento fondato sull’esperienza, sulla collaborazione coi compagni e su una revisione collettiva degli errori, con la figura dell’insegnante che depone(va) lo scettro dell’autorità sull’altare dell’orientamento;
- Fondamentale per l’apprendimento/insegnamento era l’AMBIENTE SOCIALE del discente, anche per stimolarne gli interessi individuali e capirne i tempi di apprendimento;
- TESTO LIBERO: si trattava di un tema libero scelto in base alle singole inclinazioni degli allievi, senza soggetti imposti né tempi di consegna: dopo aver letto collettivamente tutti gli elaborati, gli allievi e Freinet votavano il migliore che, dopo essere stato corretto e stampato, finiva insieme agli altri nel «libro della vita», preziosa archeologia dinamica del pensiero e sorgente cui attingere per i rapporti epistolari con altre scuole;
- TIPOGRAFIA: introducendo gli studenti alla stampa, Freinet stimolava in loro la curiosità per l’architettura di ogni testo, che veniva smontato e rimontato insieme ai relativi caratteri tipografici, consentendo loro anche una collaborazione a tutto campo, essendo suddivisi in piccoli gruppi di lavoro, per non parlare poi della funzione strettamente critica, visto che comprendere (e correggere) un elaborato prima di stamparlo, sradicava dai ragazzi quella sacralità del testo scritto alla base di un Sapere istituzionale da difendere che Freinet (e non solo) contestava vivamente;
- SCHEDARIO: insieme al libro della vita e al «calcolo vivente» (aritmetica e geometria stimolate da problemi concreti sollevati in classe), lo schedario era un insieme di testi selezionati dai ragazzi cui chiunque poteva attingere per approfondire o verificare i dati; Freinet elaborò anche uno schedario di auto-correzione per permettere ad ogni discente di correggersi da solo in base ai propri ritmi di apprendimento;
- LETTURA: Per Freinet non erano dati né lettura né scrittura senza segno grafico iniziale come bisogno di potenza del bambino che, tramite la risonanza e l’abitudine a ripetere, passava da una fase globale di familiarizzazione con la parola a un ritorno all’identificazione globale, tramite un processo di ricostruzione attiva: questo metodo, analitico, sincretico e globale, donava affetto ed emotività alla parola, scongiurando cortocircuiti linguistici come la dislessia.

Eliminando il predellino dalla cattedra e ponendosi al livello dei banchi degli allievi, portandoli nella Natura o fra le botteghe degli artigiani locali, sostituendo lo schedario ai canonici libri di testo e partorendo una scansione temporale (piano generale, annuale, settimanale e quotidiano) in luogo del programma istituzionale, Freinet ribaltò il tradizionale messaggio educativo plasmando, in modo tutt’altro che teorico, l’impianto didattico dagli interessi dei discenti e non il contrario