Serata a casa Manzoni

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rapporti fra #Manzoni e #Fauriel). Erano serate allegre; i bambini giocavano a moscacieca, e a loro si univano Enrichetta e Mary Clarke; e intanto Giulia e la signora Clarke madre conversavano accanto al camino, con Manzoni, con Fauriel e con gli altri amici che avevano abitudine di venir là ogni sera: Grossi, Visconti, Cattaneo, un poeta di nome Giovanni Torti, e Luigi Rossari, che era un insegnante d'italiano. In questa lettera di Mary Clarke, appare di Enrichetta un'immagine nuova, un'immagine insolitamente giovane: «Sembrava la sorella dei suoi figli maggiori» osserva Mary Clarke. «Ti sei ben divertita, moglie mia», disse una volta Manzoni a Enrichetta, rossa e scalmanata dopo una di quelle partite a moscacieca, e le cinse la vita col braccio, e lei assentí. Ma era certo un divertimento quanto mai modesto, giocare a moscacieca coi bambini per le stanze di casa; i Manzoni non frequentavano l'alta società, non uscivano mai la sera, e a Milano avevano fama d'essere degli orsi.

Testaccio

I rapporti fra Fauriel e Manzoni cambiarono, durante questa visita di Fauriel. Si fecero in qualche modo più semplici, piú naturali. Fauriel chiacchierava a lungo con Enrichetta e con Giulia, giocava con i bambini. Fra i bambini e Fauriel nacque un vivo affetto. Nella luce di questo affetto, anche Enrichetta gli divenne amica, piú di quanto gli fosse stata amica in passato. I bambini lo chiamavano Tola, perché uno dei piccoli usava chiamarlo cosí.

Nella primavera, le due Clarke partirono per Venezia, e Fauriel le seguí. Da Venezia, scrisse a Manzoni: «Siamo arrivati qui un po' raffreddati, un po' sfiniti, ma d'altronde abbastanza in salute. Nonostante i suoi palazzi in rovina, e un tempo appena passabile fra il freddo e la pioggia, questa città delle mille e due notti m'è piaciuta molto... Addio, caro amico, vi abbraccio tutti e tutti mille volte, e mille volte ciascuno, la mia cara madrina, e la vostra Enrichetta che porto nel mio cuore. Dite alla mia cara piccola Giulia che non ho nessuno qui con cui giocare ai birilli e questo è ben triste; né ho nessuno da far saltare sulle mie spalle, né ho nessuno che mi chiami Tola. La signora e la signorina Clarke non parlano che di voi e di tutti voi...Fauriel lavorava a una raccolta di canti popolari greci, e c'era a Venezia una colonia greca molto numerosa: con un amico suo e di Manzoni, il greco Mustoxidi.