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NODO 31 "moriremo prendendo appunti " ennio flaiano cit.
"..vorrei vedere se mi riesce di tenere un diario continuato degli avvenimenti politici
e personali degni di nota nella determinazione disperata a cui sono pervenuto di
abbandonare la politica militante [forse questo diario mi permetterà di ..."
Vediamo il diario di Salvemini dei due anni di "cent'anni fa", ascoltando
https://www.radioradicale.it/scheda/685280/rassegna-delle-riviste-di-politica-e-storia
il diario si apre con questa prima pagina Firenze diciotto novembre mille novecentoventidue
- scrive Salvemini
[vorrei vedere se mi riesce di tenere un diario continuato degli avvenimenti politici e personali degni di nota nella determinazione disperata a cui sono pervenuto di abbandonare la politica militante [forse questo diario mi permetterà di sfogare la mia elettricità come stesse scriveva Salvemini anche anzi che farla esplodere in pubblico chissà che io non mi ha veda che le mie idee messe sulla carta non mi ingombrano più lo spirito non mi tormentano non mi spingono più all' azione politica anche se la carta è destinata a rimanere in entità- primo testo di questo diario Se neanche Salvemini lo sottovalutarla si potrà mezzi proponeva infatti di scrivere almeno una volta alla settimana senza necessariamente un ordine quasi nella forma di appunti espresso infatti si trovano rinvia ad altre fonti obbligazioni richiami ad approfondimenti futuri registrando da cronista ciò che accadeva anche per l' ex supplire diceva ai primi deficit della memoria per mettere da parte gli elementi per una storia contemporanea vissuta giorno per giorno questo era l' intento duramente ecco dichiaratamente Salvemini annotava per una storia contemporanea vissuto giorno per giorno allora era più in là il nove gennaio del mille novecentoventitré una chiave quasi di riflessione sul mestiere di storico dello storico come è difficile ricostruire la verità anche per fatti così vicini a noi avendo a disposizione molte fonti di informazione la verità dei fatti lontani dal ricostruiamo con l' aiuto di notizie frammentarie che ci risulterebbero mal sicure o addirittura false qualora ci fossero pervenute tutte le altre notizie che si sono perdute e quanto più si scende nei particolari tanto più è difficile accertare la verità vera si possono ricostruire con relativa approssimazione alla verità le sole linee essenziali degli avvenimenti e qui dal punto di vista del metro del metodo
questa raccomandazione importante di Salvemini affidata appunto alla suo diario
- tre tipi di materiali spiega Melis per lo più grezzi confluivano nella raccolta un po' magmatica di questo diario
prima era costituito come naturale dalle esperienze stesse del suo estensore delle sue idee dalle riflessioni del giorno per giorno un diario dell' anima insomma- secondo era rappresentato dalla lettura tenta quasi minuziosa analitica della stampa specie quotidiana con annotazioni puntuali brani fedelmente riportati commenti al margine e il
- terzo del frutto disparato della vastissima renitente delle conversazioni personali intessute con amici collaboratori a loro volta foriere di ulteriori notizie che notizie giacché Salvemini amava registrare i il contenuto di questi commenti indiscrezioni fatti e fatta rally anche personali talvolta inerenti al privato persino all' intimità dei protagonisti grandi minori di quel biennio fatale farà le perché avverto dalla marcia su Roma
Salvemini aveva una sua rete di conoscenze ognuno chi riferiva più o meno in confidenza ciò che lo interessava si stendeva così nelle pagine di questo diario davvero interessante una sorta di mappa mappa cognitiva ricca di variantiche andava a saldarsi con quellacostui Consipvita dai fatti dei giornali e preparava opportunamente schermata quella che sarebbe stata poi la sua amica Noemi interpretazione degli eventi o come se il diario fossi un laboratorio un laboratorio un po' disordinato nel quale ancora si basasse più a raccogliere i dati per poi Tintar né una prima sistemi sistemazione rimandando magari la definizione in un secondo tempo

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segue sulla quale ritorniamo diario iniziavano a casa mese successivo e teatro degli eventi del primo fascismo al potere profilava quella che sarebbe poi stata dal mille novecentoventicinque poi la dittatura gente dura vere e proprienon mancavano però anche come in specie nei reiterati Flash perchéritorni indietro o della memoria il passato recente il periodo dell' interventismo cui Salvemini aveva preso parte con passione sincera quello della guerra quello delle trattative dei club di pace dei complessi problemi dopoguerraecco e poi ancora la questione delle origini stesse del fascismo sin dal periodo San sepolcri sta dannunziani esimo le sue contorsioni prima e dopo i fatti di fiume le oscillazionie opportunistiche strategie mussoliniani nemesi intensi della vigilia del colpo di Stato ma era poi davvero tale o era stato semplicemente il cedimento del re punto di domanda assiemequando erano parse anche a Salvemini possibile le più disparate soluzioni alla crisi italiana dall' ipotesi non del tutto campata in aria di un Governo Mussolini Turati Giolitti a quella di un ministero Salandrae poi ancora aperto ai fascisti emergono dal groviglio di queste informazioni vere o false che siano specialmente le contraddizioni del dopoguerra le titubanze di Vittorio Emanuele terzosino al suo voltafaccia filo mussoliniano del ventotto ottobre del ventidue le esitazioni opportunistiche del Presidente del Consiglio Facta le mille facce di un Mussolini più che mai politici Sienna le errate previsioni di un Giolitti e forse anche di Uniti troppo sicuri di poter svolgere il ruolo dei registi del gioco politico istituzionale le estremistiche posizione del Massina massimalismo socialista e comunista le contraddizioni profonde di un partito popolare spaccatoin due tra fedeli a Sturzo e ministeriali rivisti orientati verso il fascismo e sullo sfondo il ruolo ambiguodel vaticano Salvemini aveva informatori dappertutto spiega meglio seri di prima mano Carlo Sforza era uno di lorospecie per la politica estera il cattolico Giuseppe Donati un altro vecchio amico fiorentino Paolo Boldrini e poi c' era l' ambasciatore britannico a Madrid SMA Howard ma soprattutto Giustino Fortunato Giovanni Amendolara Giuseppe Lombardo Radice da leggere le note sulla sua nomina a direttore generale da parte di Gentileministro fascista il cui disegno di riforma scolastica d' ispirazione idealistica Salvemini condivisee poi Giuliana Benzoni attraverso la quale arrivano le osservazioni del nonno Ferdinando Martinidon Brizio francescano vicino a Mussolini poiché Giuseppe BorgeseCarlo Rosselli Del Piero già ieri Arcangelo Ghisleri persino un certo a un certo punto Cesarino Rossi e Giacomo Matteottianche che l' autorizzazione entro nella Biblioteca della Camera e Ikechi confido di sperare in un suo di sta bene ritorno nel partito socialista riformistaognuno di costoro spiega Melis

segue
Salvemini bisogna diredice Melis ma non è una grande scoperta è stato sempre un acutissimo osservatore solo e lui stesso lo ammette nel diario in un passaggio di estrema sincerità affezionato poste testardamente le Fernetti e a lungo coltivate antipatie come quella una vera e proprio ostilità più qualche naso l' antipatia per Giovanni Giolitti la cui pratica denunciata più volte in passato di Ministro della malavitaappariva all' autore del Diario lo scrive proprio a chiare lettere spiega Melis come la vera preparazione del fascismo gli ascari precursori dello squadrismoanzi come una sua preventiva legittimazione o come quella per Filippo Turati leader del detestato socialismo riformista alleato storico del capitalismo del Nord in nome e per conto degli operai di fabbricama contro i contadini poveri del Sud lasciati senza difesa in mano al grande latifondo agrario il Turati complice di Giolitti al rettore insopportabile in parlamento si vede appunto pagina ventisette di questo divario liriche quasi di satira dedicate a un suo discorso in aula citazione esempio di bello stile nel discorso di Turati un incipit urticante appunto Salvemini nel diario che Salvemini emiliani analizzasse comprendersi a fondo la natura del fascismo nei intuitus pienamente sì dal ventitrénel quale ne sarebbe stata l' evoluzione verso la dittatura aperta e feroce non si può dire dice Meliscome non lo aveva compreso del resto la classe dirigente liberale fiduciosa di utilizzarlo in senso anti socialista per poi integrarlocome a sinistra non l' aveva con non lo avevano compreso Bordiga chiuso nel suo rigido dogmatismo serratie lo stesso Gramsci che lo assimilava una forma di reazione capitalistica così anche Salvemini sembra catalogarlo qui nell' ambito dei ricorrentidelle ricorrenti recrudescenze reazionarie legate ai caratteri storici della borghesia Italiaquesta era la lettura del ventitré di Salvemini spiega Melis ma intanto mentre si profilava l' interruzione del diario infatti si facevano più eloquenti minacciosi- scrive ad esempio il tre luglio del ventitré continua a tenere questo diario stranamente Salvemini in verità non c'è nulla di nuovo intorno a me quello che succede in menon mi sento né la volontà né la capacità di scriverlosi intensificavano le violenze fasciste arrivavano minacce addirittura da Mussolini in persona contro Luigi Albertini che nel venticinqueavrebbe dovuto vendere obbligato dal fascismo la sua quota nella proprietà del Corriere della Sera don Sturzo si rimette si dimetteva da segretari del Partito popolare mentre e la questura negava lo stesso Salvemini il passaporto per l' Inghilterra avuto lo infine avrebbe annotato da Brighton ventotto agosto mille novecento ventitré questo quaderno rimasto un mutuo per un mese e mezzo vorrei ora provare a a riprendere il tempo perduto maspiega ancora meno se avrebbeproseguito con soste brevi annotazioni solo persino alla fine di settembre poi si sarebbe aperta non solo nella sua vita ma in quella italiana un' altra paginadrammatiche il rientro in Italia le elezioni l' assassinio di Matteotti l' adesione a non mollare appunto con cui abbiamo perso la puntata di oggi l' arresto del mille novecentoventicinque l' amnistia la sua partenza per il lungo esilio e il silenzioche accompagna queste fasi più traumatica e della vita dello stesso Salvemini ci riporta ancora su alcuni temi abbiamo cercato in qualche modo di toccare questa trasmissione in altre in altre puntate allora ci avviciniamo ci avviciniamo un po' a tempi più recenti ma sempre abbastanza lontani e di ci diamo un' altra notizia che viene dalle agenzie di stampa con un' ampia Negrone somma all' asta un documento storico che qui parliamo dei documenti e i documenti hanno con loro un mercato perché ci sono anche oltre ai ricercatori ci sono i collezionisti naturalmente va all' asta un documento storiconel settembre del mille novecentoquarantatré relativo alle vicende del neonato alloracome sullo del maresciallo Badoglio si tratta di un appunto manoscritto tre facciate scritto a matita da Pietro Acquarone ministro della Real Casa per conto di re Vittorio Emanuele terzo indirizzato al generale americano statunitense ma ascoltare i loro con cui si caldeggiava la nomina a ministro degli Esteri Dino Grandi Autoredell' omonimo ordine del giorno ricorderete Gran consiglio del fascismo del ventiquattro venticinque luglio mille e novecento quarantatré che porto alla destituzione di Benitoun Mussolini c'è stata una stare appunto si ricostruisce questocontesto il contesto di questo punto quando Badoglio e Dwight Eisenhower comandante in capo delle forze americane in Europa durante la seconda guerra mondiale firmarono il cosiddetto armistizio lungo venne affrontato anche un argomento che stava molto a cuore a Vittorio Emanuele terzo ottenere cioè il sia anglo americano al ritorno in patriaIgino grandi dall' esilio in Portogallo dove si era rifugiato per sfuggire alla caccia che era partita nei suoi confronti da parte dei nazisti ma anche da parte del fascismo repubblicano che stava nascendo la sua nomina invece caldeggiata ministro degli Esteri governo Badoglio ile destinatario del messaggio che apposta che appoggia tale richiesta inviata dal ministro della Real Casa Piero Acquarone per conto del re fu il generale appuntoma sul Cairo presente nella delegazione alleata a Malta che era ben conosciuto dalla casa reale italiana perché vi ha partecipatonel settembre quarantatré alla sfortunata missione segreta a Roma primadell' armistizio Taylor girò questa richiesta dei senatori ma questi la respinse perché ritenne grandi troppo compromesso col regime fascista malgrado il suo ruolo nella caduta di Mussolini interessanti grandivissuto a lungo morto nel mille novecentottantotto dato alle stampe diversi libri sui quali ha lavorato molto Renzo De Felice che atti contrattonoi vi segnaliamo per l' occasione questa tutta dopo ecco siamo che stiamo conducendo in maniera inversarispetto alle altre settimane vi segnaliamo da questo punto di vista interessante proprio con l' utilizzo di Felice venticinque luglio quarant' anni dopoe appunto a cura di Renzo De Felice non alcune testimonianze molto importanti proprioDino Grandi questo ruolo questo tentativo chiarire un ruolo Dino Grandi si aspettava forse nelle ore proprio del ventiquattro venticinque e luglio di avere un ruolo di primissimo pianonel dopo Mussolini dicegli alleati non normativi che riconobberomai e io anche il ruolo di a di Acquarone interessanti vogliamo per segnalare un altro il testo il il libro di Falcone Lucifero l' ultimo re molto interessante questo libro che racconta invece di un altro ministro della Real Casa l' ultimo italiano che ha fu che fu appunto il ministro a casa del rimangio di Umberto
- andiamo avantie tra le segnalazioni torniamo un attimo sul temaGaetano Salvemini che vi abbiamo segnalato poco fa perché ci vuole vogliamo segnalare anche un altro un altro libro questa settimanae anche questo uscito qualche anno fa ma ancora si trova dall' esilio alla Repubblica le lettere del mille novecentoquarantaquattro mille novecentocinquantasetteun lavoro a a cura dello storico bimbo Franzinelli ristampato da Bollati Bollati Boringhieri ehè la corrispondenza tra Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini appunto in questo lasso di tempo mille novecentoquarantaquattro mila novecento nel cinquantasette appunto nell' avvicinamento che stiamo tentando di fare e in questo comunque in queste lettere queste corrispondenza che queste di interesse per lo studio degli storici per conoscere il contesto di quei passaggi molto molto importanti molto difficili per la storia del nostro paese si riconosce quello stile di Gaetano Salveminidavvero netto preciso molto moltoefficace nel descrivere un momento particolare della storia del nostro Paese
