un moto di parole, :-)

Inviato da campoverso il

DOPPIA VITA (gottfried benn)
《Accadde oggi 30 anni fa - Daniel Cantaro Orazio Converso - Mi ricordo che dicevi che facciamo con il nostro Massimo Giordano, Brecciolina, la nostra Crognale dicevi I castelli era Alessandro Castelli | tedeschi è Federica Tedeschi è mica dicevi ta ta tan come Ivo Mazzucchelli》

Per questo ci si lega al mezzo, Diatape e Videorivista e supporto vario e poi Mondo telematico dell'università e via, per chiarire a sé stessi innanzitutto che le scelte dei protagonisti sono legate al modo e alla possibilità di esprimersi: senza salire sugli specchi per giustificare e chiarire.
La letteratura sarà anche una scala ma tale deve rimanere perché se si usa la propria voce, o l'altrui, e l'immagine, o l'impronta come nel telematico, sia dichiarato da dove si attinge direttamente: - a ciascuno il suo, e a nessuno.
Per capirci, se per fortuna si è stati bravi a fare, questo deve pur sempre rimandare a come era nel suo modo la vita che l'aveva trasmessa - una lettura una foto o una combinazione di essi, e la stessa scrittura su un taccuino in cui si era appuntato un moto di parole, e fissato a suo tempo ora è un pastrocchio editoriale cibo per utenti ?


[Orazio Converso e la poesia del digitale [ Ci sono quelli che affrontano Internet con grande sciupio di parole, di immagini e di notizie e quelli che ci si muovono dentro con grande pudicizia e parsimonia del dire. In questo mondo dove sembra che tutto sia stato detto, scoperto, comunicato e vissuto, loro sono riluttanti e parsimoniosi nell’uso dei linguaggi, come una passione trattenuta, gelosa e diffidente verso qualsiasi traduzione di significato. Così lanciano pietruzze di immagini, di suoni e di parole che poi sono storia - ma rifuggendo dalla tentazione di raccontarla la storia - qua e là per il web e il lancio lascia una scia inafferrabile che puoi vedere e rivedere, ogni volta l’emozione colpisce come se si trattasse di un verso, però è disseminato e quello che vuol dire lo dice in movenze di collocazione vibratile aperte e chiuse, un poema di ciò che fummo, un’intuizione di ciò che, forse, saremo, archeologia dell’oggi per frammenti che si strutturano solo per emersione casuale, quanto casuale? Come quei due che arrivano in volo di rondine a Venezia e sono già passati, come la ragazza lentamente messa a fuoco, come le infinite parentesi del leggere buttate lì, più o meno sbiadite. Il ricordo della lettura non si fa monumento e con ciò, in questa pudicizia, è contemporaneo, a margine, de- strutturato, non esemplare. Conta più il contenuto o il mezzo? Anche in questo caso il mezzo sicuramente e in questo collocare e ricollocare nel web, la poesia non è più tanto degli autori che la leggono ma dell’artista che la edita e bisogna sapere riconoscerla, vederla e leggerla questa lingua che ci parla dietro agli innumerevoli brani riproposti. Orazio Converso ha creato uno stile ed è lui a parlare dietro ai videorlab che ci dicono, oggi, cosa possa essere poesia in Internet.]

 

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