bip bip bip

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Quando si decide di scrivere un libro «che sia un atto», dove il racconto, il ricordo d'infanzia e il documento, con tanto di nomi, soprannomi, abitudini e idiosincrasie, non compongono più un collage surrealista, bensì un «partito preso di realismo»…..ricordati di tutte queste cose, e ricordati anche di ciò che devi farci, con queste cose [Stefano Colangelo NEOAVANGUARDIA Pagliarani testimone di una generazione ]

  1. Editor: La rete è anche virtuale, ma solo in parti marginali ed inessenziali. La rete è reale come le strade e i palloni sonda metereologici, niente di più, niente di meno. Questa retorica del virtuale è insopportabile. Il pensare e l'immaginare, il drama e la fabula non li inventa la rete o il digitale – e neanche la televisione o la radio: la caverna di Platone è il virtuale più classico che può chiarirci la valenza del termine nella storia umana. E nella vita delle persone, se proprio volete il virtuale, andate con loro al cinema.
  2. I mondi che stanno ai lati si incrociano, ma possono procedere anche parallelamente…
    Editor: Il concept di Mondo Ai Lati non è mio, si vede, data la marca filosofica. Nel nostro caso è l'evidente allusione al “mondo dei giovani e degli studenti nell'istituzione scuola”, in genere è l'idea di confine che arricchisce l'idea di spazio comune, mi pare.

Di mondi fantastici non m'intendo, m'annoiano tremendamente e neanche sono esperto di mappamondi immaginari: amo la fisicità dei telefonini e dei messenger, dei telecomandi e quando d'inverno vado alla casa al mare accendo il riscaldamento a distanza con gli impulsi bip bip bip e quando apro la porta il calore mi dice le cose misteriose della civiltà di cui godo senza sinistri sensi di colpa.