È arabo

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https://youtu.be/zixRMwNg9rU quando non quando non capiamo nulla di qualcosa, diciamo comunemente “aiuto, per me questo è arabo”.

Peppino Plastina dice che a quindici anni è difficile Platone e di più  ancora Rilke, non certo un calcolo algebrico, se si può.
Lo diceva così anche Emma.

Con la matematica si può  certo imparare a parlare e a scrivere ? più  facilmente: pensieri tendenzialmente ragionabili con parole equivalenti.

E via così  col codice - quando è  evidente l'inciampo che ti si pone Vuolsì così colà dove si puote ciò che si vuole: da #¹campoverso? ciò che si vuole, e più non dimandare. La frase è che si rivolge al traghettatore infernale Caronte rimproverandolo e chiedendo di lasciar passare attraverso il regno infernale.

LUMEGGIARE PALLIDO E ASSORTO PRESSO

A strascico

in questi modi. Bisogna che riprenda l'ascolto e non l'egoismo, al posto dell' io, prevalga il noi. Guarasci era ed impersonava il noi. La sera quando rientravamo doveva farsi la passeggiata a corso Mazzini, discutere con i vecchi amici e colleghi, Luigi De Franco, Geppino Ciacco, Peppino Plastina ed il giovane


grandi esempi di scrittori ingegneri – Carlo Emilio Gadda, Fedor Dostoevskij, Robert Musil – sono in fondo lì a raccontarci «che l’uomo non può vivere solo di tecnologia». Su quella scia anche i suoi maestri. Il padre – Arturo Veltri, indimenticato maestro cosentino, da cui dice di aver preso il rigore nella didattica – la sua insegnante, Corinna Mari, poi i professori dei gradi superiori come Maria Faggiani, Geppino Ciacco, Giuseppe Plastina e Sidio Bruno, che lo hanno fatto appassionare alla letteratura, alla matematica, alla filosofia

Questa relazione, che tengo in occasione dei sessanta anni dello “Scorza”, lumeggia solo alcuni aspetti della vita culturale del Liceo e da un’angolazione che è inevitabilmente parziale e personale. Un ringraziamento particolare va al Preside attuale del Liceo, Prof. Ro- dolfo Luciani, che con competenza e abnegazione si prodiga per la cre- scita didattica e culturale dello Scorza. Da quando ho vinto la cattedra di matematica e fisica ho insegnato sem- pre allo Scorza, dal 1962 al 1999. Qui negli anni ho stabilito un fruttuoso rapporto di collaborazione scientifica e didattica con alcuni eccellenti colleghi, Armando Manna, Tonino Tramonte e Giuseppe Plastina, quest’ultimo entrato come me nei ruoli di matematica e fisica nello stesso anno 1962,. 1. La prima fase. Nel 1964, dopo aver frequentato a Bologna un corso di perfezionamento in “Matematica moderna”, essenzialmente un corso sulla teoria degli insiemi, sugli spazi vettoriali e sulla programmazione lineare, ho intro- dotto questi, per allora, nuovi indirizzi nell’insegnamento, mentre nel frattempo approfondivo certi aspetti aritmetici sul numero delle funzioni tra insiemi finiti e, su invito dell’ispettore centrale Armando Chiellini, pubblicavo alcuni risultati sulla rivista “Scuola viva” della Casa Editrice “SEI” di Torino. Nello stesso periodo Tonino Tramonte, valoroso docente di chimica, in- troduceva l’insegnamento pilota per la chimica con ricca attività speri- mentale, mentre il collega Armando Manna si dedicava alla preparazio- ne degli esperimenti di fisica, per i quali aveva una mano sicura e un fiu- to infallibile. E’ in quel periodo, quando ancora Giuseppe Plastina non aveva lasciato l’insegnamento per intraprendere la carriera di Preside, che noi tre, Pla- stina, Manna ed io, organizzammo una serie di seminari di fisica ai quali La fase dell’algebra lineare. Intanto andavo approfondendo la possibilità di introdurre fruttuosamente la trigonometria con metodi vettoriali e perciò, confortato dalla disponi- bilità di allievi volenterosi e capaci, feci un uso sistematico dell’algebra lineare per uno studio unitario della geometria dello spazio e della trigo- nometria, preparando anche delle dispense sull’argomento. Agli inizi degli anni ’70, approfittando della presenza nel mio corso di alunni eccezionali, come Gianfranco D’Atri e Tonino Volpentesta, ora docenti all’università della Calabria, ho sperimentato per alcuni anni l’introduzione di elementi di topologia generale per lo studio dell’analisi matematica. Intanto andavo approfondendo la didattica della fisica e nel 1979 ho ap- prontato delle dispense sulla cinematica e la dinamica relativistica, mes- se a punto da allieve entusiaste c