L’arte può evocare i morti, ma non può farli risorgere: la seconda vita che essi potranno vivere è fatta di parole, di suoni o di colori, di memoria potenziata dall’immaginazione, ma non di carne e di sangue.
Il mito, ancora, sottolinea la connessione fra l’arte e l’amore giacché l’arte ha bisogno dell’amore: l’amore per Euridice, certo, ma anche l’amore per tutte le cose che, grazie a lei, assumono un senso e senza di lei si svuotano di splendore.
Infine, Orfeo, che è rimasto fedele al ricordo di Euridice, viene fatto a pezzo dalle Baccanti. Ma la testa di Orfeo continua a cantare e a cantare la sposa perduta: infatti l’opera d’arte sopravvive all’artista e con lei sopravvive chi la ispirò – Euridice.
- La volata fianco a fianco con Giacomino Perrone sotto la tribunetta A
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