fresco di grotta

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 Il giovin laziale dice del vino appena spillato “ fresco di grotta “ per indicarne la fonte immediata, l'osteria e la sua cantina fonda. Del Corrierone l'ultima da ascrivere al prof. Panebianco, in cima al Magazine,  “ che vogliono ancora? iscriversi alle facoltà umanistiche, questi diplomati, trascurando le disumane scienze così serie, rigorose e “scientifiche” ? “, da non crederci! Non tanto al fatto comprensibilissimo che i ragazzi   assumano malvolentieri il purgante degli studi matematici, ma a tanta grossolana, ripetuta ebbrezza mediatica del professore opinionista del Corriere della Sera. “Apre bocca e gli da fiato”, altra perla di saggezza popolare che ben si carica della grossolanità del Caron dimonio , appena celata con consigli al Ministro Progressista e rifilata al tapino che s'avvia al passaggio, attraverso il conseguito diploma, all'altra riva dell'università.

 E' un momento strategico, non solo individuale, dell'intera società che per uscire anche con la formazione dalla stagnazione deve puntare innanzitutto alla crescita collettiva dei livelli di welfare oltre che di quelli direttamente produttivi che di essi si giovano.

L'elaborazione del lutto berlusconiano non può essere affidata sui media a improvisati analisti del sapere che minaccino pericolosamente la peristalsi degli incauti.

 

Occorre ricordare con ostinata pazienza i termini acquisiti ai pochi, e ignoti ai molti, delle questioni trattate nell'articolo di Panebianco. (vedi Box)

La question della matematica che fa bene al progresso e, se nota, alla salute fisica e mentale. Da dire che questa non è farmaco medicamentoso da assumere su prescrizione; non giova in alcun modo, poi, se ingerita in situazioni coatte e di necessità, trattandosi di  saperi di base da metabolizzare sin da piccoli senza particolari costrizioni normative.

La matematica è linguaggio naturale largamente diffuso e parlato con gusto tra noi dalla maggior parte delle persone. Ha da essere soltanto richiamato alla mente con giudizi significanti; e tale attività benefica per l'uomo e il cittadino va sistematizzata, questo sì, adelante ma cum judicio, senza strumentalizzazioni perchè ancora una volta non si induca  il rigetto della materia, che caratterizza l'analfabetismo attivo di Panebianco e quello passivo dei rassegnati all'oscuramento di base delle facoltà di matematizzazione.

 

Poi, le questioni della meritocrazia e della competitività che una gestone dissennata, burocratica e concentrazionaria della scuola, rischiano di consegnare al sinistro qualunquismo democraticistico.

 

Non sarà certo una scienza per cretini intelligenti, secondo una fortunata definizione  del Semiologo Famoso, o una matematica per deficienti, che il sommo Bruno De Finetti attribuiva alle intenzioni dei pedagoghi, a poter essere divulgata con profitto tra la gente.

La maturazione di un pensiero moderno, visto che ancora Galileo ha da essere frequentato da molti, non deve escludere di affrontare francamente e con coraggio la dimensione filosofica delle tecnoscienze: il disordine, il caos, la contraddizione, la pluralità, la complicazione fanno ormai parte della nuova consapevolezza scientifica, in cui la complessità diviene non solo fenomeno empirico, ma anche problema concettuale e logico, che confonde le demarcazioni e le frontiere tra concetti e prevale sulla marca positivista e idealista che è poi alla radice della divaricazione nelle due culture umanistica e scientifica, causa primaria della misconoscenza di massa dei linguaggi matematici.

E' in un salto epistemologico in cui credere per rigirare al volo, perchè non bruci, la frittata ormai fatta della formazione di massa.  Le riforme scolastiche vengono sempre dopo i sommovimenti delle società se non vogliono ingessarle e renderle ancor più gracili.

Il mondo intero è spazzato da venti vigorosi nei quali le conoscenze, la loro condivisione, il loro trattamento costituiscono il motore produttivo, la fabbrica di nuova civiltà necessaria a nutrire nel corpo e nella mente tanta gente che – si sarebbe detto un tempo – viene alla ribalta della nostra storia.