Qui non è questione dell'autore degli Indifferenti, o di racconti splendidi come Inverno di malato o di testi importanti come La ciociara e altri simili. L'oggetto delle critiche feroci di Saviane è Io e lui del 1971, dove, come si sa, “lui” è il membro virile
c
on cui il protagonista del libro moraviano, Rico, intrattiene un fitto dialogo. Saviane, l'abbiamo detto, si scatena. “Il romanzo più noioso del mondo”, composto da uno “scrittore da pendaglio”. Ci volevano davvero 400 pagine per arrivare a “un segone”? E perché poi dedicarsi al membro di Rico, quando, teste anche Guido Almansi, “il culo di Fausta” (moglie del protagonista) è molto meglio? “Culo mitico”, “uno dei culi più loquaci, più parlanti della nostra letteratura” (p.100, ed. 1976). Apparentemente siamo nella pura goliardia. Ma non è così. Per l'ultimo Moravia Saviane rievoca più di una volta il nome di D'Annunzio. Fino a scrivere (p.55) che l'autore romano “non ha ancora avuto il coraggio di spaccare con un pugno il vetro leggero che protegge in cornice la foto ricordo di Gabriele D'Annunzio”. Saviane infatti da un lato elenca.. https://www.doppiozero.com/sergio-saviane-e-linvenzione-del-mezzobusto tu-ci- credi?