in Croce

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Trascrizione automatica di radio:

uno storico vero Giuseppe Bedeschi con una lettera al Corriere della Sera
fa notare all' Autore Aldo Cazzullo stiamo parlando..

Giuseppe Bedeschi :  caro Aldo come lei ben sa nel mille novecentoventisette
Churchill  dichiarò "se io fossi italiano sarei stato con voi il fascisti fin dal
principio / il vostro movimento ha reso un servigio al mondo intero" poi Croce
votò la fiducia in Senato al Governo Mussolini anche dopo il delitto Matteotti
per non parlare di Einaudi - forse la storia fu più complicata di quanto noi
immaginiamo
queste le poche parole di Bedeschi

la risposta di Cazzullo: caro Giuseppe, le persone cambiano idea questo il punto principale per un conservatore britannico leader di estrema destra italiano che negli anni Venti avesse messo fuori gioco socialisti e comunisti ordinato divagare fino all' ultimo centesimo i debiti di guerra Londra non era poi così male ma senta cosa dice Churchill ai Comuni dopo che i tedeschi erano entrati ad Atene all' inizio del mille novecentoquarantuno con uno speciale proclama il dittatore italiano si è congratulato con l' esercito e l' Albania per gli allori gloriosi che ha conquistato con la sua vittoria ci greci questa esentato dal record mondiale nel campo del ridicolo come dello spregevole questo sciacallo frustrato Mussolini che per salvare la sua pelle reso l' Italia uno Stato vassallo dell' impero di Hitler viene a far capriole a fanghi a fianco della tigre tedesca colla tratti non solo di appetito Cerciello aveva questa retorico anche il trionfo sono sicuro che ci sono milioni e milioni di persone l' Impero britannico come negli Stati Uniti che troveranno una nuova ragione di vita dell' assicurazione che quando giungeremo alla resa dei conti finale questo assurdo impostore sarà abbandonato alla giustizia pubblica disprezzo universale sono parole molto dure no non mi pare una dichiarazione di stima dice Cazzullo certo Mussolini si era messo contro Churchill dichiarando guerra all' Impero britannico in seguito ciò già che c' era l' Unione Sovietica e gli Stati Uniti d' America che statista lungimirante dice ..

quanto a Benedetto Croce vero che inizialmente penso che Mussolini poté potesse essere rappresentare una svolta d' ordine al Paese scontri sconfiggendo lei sinistra ma come molti sa come tutti sanno il marchio maggior venticinque pubblicò il Manifesto degli intellettuali antifascisti un gesto di coraggio dopo l' assassinio di Matteotti non mi stancherò di ripetere che essere antifascisti non significa essere

  1. a questa risposta il professor Bedeschi scrive:  caro Aldo permettimi di aggiungere una chiosa all' amichevole discussione iniziata tra noi Tu ci chi credi bene vale la pena di soffermarsi sull' atteggiamento di Croce verso il fascismo in un' intervista nel febbraio del mille novecento ventiquattro al Corriere Italiano《 Croce dichiarò che il centro vitale del fascismo era l' amore alla dalla patria italiana era il sentimento della sua saldezza della salvezza dello stato e aggiunge》 e aggiunse 《e stimo un così grande beneficio la cura cui il fascismo ha sottoposto l' Italia che mi che mi dopo in siano piuttosto che la convalescente non si levi troppo presto diletto a rischio di qualche grave ricaduta》 chiuse virgolette
  2. poi conosce ricorda Bedeschi votò la fiducia in Senato Mussolini anche dopo il delitto Matteotti ma dopo due aggiunge il filosofo passò all' opposizione scrisse il Manifesto degli intellettuali antifascisti certamente vero dice e Bedeschi ma
  3. attenzione nel mille novecentoventotto nella sua storia d' Italia nella storia d' Italia non con l' Europa dal mille ottocentosettantuno al mille novecento quindici in una pagina stupefacente Croce in tono il peana un peana a Mussolini nell' ala a sinistra del Partito Socialista scrisse era sorto in quel tempo un uomo dischetto temporalmente impennamento rivoluzionario qua non erano i socialisti italiani di alcune conforme Mussolini che riprese l' intransigenza di Luigi Tommasino smog altre e altre appunto affermazioni di questo genere e via di questo passo
  4. infatti scrive più avanti Bedeschi con lodi sperticate alla logica e all' oratorio di Mussolini solo dopo la catastrofe della guerra Croce rivedrà il suo giudizio su Mussolini nei suoi giochini però appunto Bedeschi cita le parole di Croce quarantatré quarantacinque nella sua realtà era di scorta intelligenza questo scriveva qualche anno più tardi con relativa alla sua radicale di efficienza di sensibilità morale ignorante di quella ignoranza sostanziale che nel non intendere non conoscere i elementari rapporti della vita umana e civile incapaci di autocritica al pari che di scrupoli di coscienza vanitosi Simo privo di ogni gusto in ogni sua parola e gesto sempre tra il pacchiano e l' arrogante e insomma sono questo giudizio che è anche diciamo arricchito dell' esperienza sembra sembra veramente non ambisco
  5. ma dice ancora tedeschi in cui Bedeschi in questa lettera che stiamo leggendo caduto il fascismo croce delle sue elezioni agli alunni all' Istituto di Studi storici affermò che se avesse dovuto scrivere una storia d' Italia durante il periodo fascista nonostante la sua profonda ripugnanza per gli uomini e per la politica di quel regime non avrebbe tracciato un quadro soltanto negativo prosegue Bedeschi disse testualmente Croce a questo proposito oppure se ora una sì a un simile lavoro mi fossi risoluto se potessi mai risolvermi e lo fece si sia tranquilli che non dipingerei mai un quadro tutto in nero tutto vergogne orrori poiché la storia è storia di quel quell' uomo prodotto di positivo e non un catalogo di negatività di inconcludente pessimismo toccherei del male per alcuni accenni necessari al senso del racconto dare risalto al bene che molto poco allora venne al mondo o alle buone intenzioni ai tentativi e altresì renderei aperta giustizia e coloro che dettero nuovo regime mossi non da bassi affetti ma da sentimento sentimenti nobili e generosi sebbene non sorretti dalla necessaria critica come accade degli spiriti maturi con giovani Suma
  6. caro Aldo dice Bedeschi come vedi atteggiamento di Croce cioè del più grande filosofo del Novecento verso il fascismo era a dir poco travagliato cosa intendo dire con questo non certo che il fascismo debba essere in qualche modo riabilitato io molti anni Brunilde

sono nato nel trentanove nel quarantacinque euro sei anni ricordo benissimo com' era ridotto il nostro Paese dopo la catastrofe della guerra intendo dire soltanto che dobbiamo studiare il ventennio come un pari con la nostra storia sociale e politica e non relegato il clock alla storia della criminalità organizzata un saluto cordiale tra Giuseppe Bedeschi

ora poi prosegue poi prosegue l' articolo ma appunto questo è stato fatto però Cellos gli studi sul sul ventennio a partire dall' opera monumentale di De Felice tanti lavori di Emilio Gentile la stessa Simona Colarizi ma fuori d' Italia possiamo citare davvero tanti tanti lavori la storia della brutale amicizia tra Hitler che Mussolini dello storico inglese di chine che è stato usato anche nelle università italiane insomma lei è stato studiato senza questo pregiudizio che Bedeschi ravvisa forse in alcune elettore ma il libro di Cazzullo a uno specifico obiettivo e si pone anche nel dibattito più giornalistico diciamo così insomma poi prosegue soglia in Rete fin qui Bedeschi su Croce ma proprio sui giudizi travagliati appunto sì aggiunge ancora Churchill o sulla seconda guerra mondiale in cui si ritorna su alcune questioni ma insomma ecco il quattro e questo insomma vi segnaliamo soli avete per questo contenuto perché di interessa e ci aiuta anche a capire l' approccio che c'è a un certo tipo di racconto della nostra storia


e andiamo avanti radioradicale