IMG_LOCALE

Inviato da campoverso il

A.? Da una certa mia pamphletistica estiva per un quotidiano estraggo una cronaca per chi in quel tempo era altrove e non ha visto la stampa locale della Calabria.

E' ancora di questi giorni il vaneggiamento politico delle sorti dell'istituzione scolastica che da mesi viene “sbrigata” da tutti con una fretta mal celata ed il mio dispetto - che l'invettiva non contiene abbastanza. E non è meglio quando i media tacciono e si oscurano, dato che nelle stanze ministeriali le cose non vanno meglio, si pensa anche di solleticare i bassi istinti dei docenti e dei ricercatori con un “ritorno all'ordine” cupo e triste. Le forze in campo sono grandi ed il disegno, qualunque disegno, non farà a tempo a delinearsi - per fortuna! [2006] A - luglio/agosto 2006 - Canicola di fine luglio, che è tempo dei più grandi calori, tempo di lauree. I viali dell'Università si riempiono ed è festa rara per genitori ancor giovani e i loro figli. L'Italia faticosamente con il suo dodici per cento di giovani laureati tra i 25 e i 34 anni s'accoda all'Europa che nella media totalizza già una percentuale che è quasi al trenta. Per i diplomi i numeri sono rispettivamente del sessanta e del settantacinque per cento, che se la matematica fa bene opinione diffusa, anche se incostante, vuole ben dire che con l'istruzione media superiore siamo avanti, ma che arranchiamo nella formazione universitaria e nella ricerca, quindi. Ci sono pochi laureati, dunque, ma per quale Italia di quelle che conosciamo? E poi, lauree "toste", medie, a latitudini padane? Il dibattito è ai massimi livelli e dice bene della confusione che picchia in testa sotto il sole, sul Presidente del Consiglio e sul prof. Odifreddi che ha letto il Gadda di Eros e Priapo e consiglia lauree, "dagli al tentenna!", dure e pure, bando al letterato meridionale e molle, al filosofo compromissorio, "l'età richiedeva un'immagine della sua rapida smorfia / non già la grazia attica / o la scultura della rima": tutto dimenticato, il Grande Fabbro ricacciato nelle fiamme agli Inferi.Ezra Pound non è – e non ha mai voluto essere – un autore facile, certo, ma a Prodi ed Odifreddi si può chiedere di rileggerlo ancora. Ricordo la lettera bellissima che gli scriveva il Nobel Hemingway che gli dedicava i premio e il denaro, come omaggio all'Arte stessa (Pound era a Pisa internato). Come recita uno dei suoi versi più famosi, egli sa perfettamente che Beauty is difficult, ossia che la bellezza è difficile, non soloper l'artista che la crea ma anche per il pubblico che vuole apprezzarla pienamente. A chi lamenta l'oscurità complessa dei suoi Cantos, il Poeta ribatte con l'invito a "Leggere, leggere, leggere e ancora rileggere" il testo. E, come sanno gli appassionati di poesia in generale e di Pound in particolare, questo è l'unico metodo efficace per trarre profitto dalla letteratura e da ogni attività intellettuale. Spiegheremo agli ospiti che sciamano per le aule in attesa della Proclamazione dei Dottori che il discorso si fa con l'accetta e che è bene chiedersi se è la laurea giusta o quella ingiusta perchè pare che lo stato italiano di cose sia a questo punto, che si rilasciano ingiustamente lauree e si nasconde la mano. Di questo mi scrisse un amica con la vista lunga per dirmi che non conosco ironie e che, al massimo, mastico amari sarcasmi, ma voi capirete che lo sconforto è tale da far disperare del discorso stesso da tenere a giovani che studiano e prendono le lauree per il loro verso. La faticosa elaborazione della modernità s'è arrestata di botto e fatichiamo a riportare nei grandi numeri delle società complesse i risultati di eccellenza di una cultura antica, ma per niente vecchia. Nella rissa mediatica su cui galleggia la vita pubblica anche i nostri migliori talenti rompono in dirittura e scavallano sul traguardo? Mi dica professor Odiffreddi a cosa può serviLe leggere e rileggere la Commedia dell'Alighieri o chiosare dottamente Kurt Godel se poi finisce malamente con lo sghignazzare sulle difficoltà delle scuole del sud a tenere il passo nell'abbandono più indegno del territorio che le circonda? E il professor Prodi, anche lui benemerito, sappiamo che non ignora quel che insegna il Rettore dell'università di Udine Furio Honsell, che "Vi è un unico rischio serio, quello di vivere la rivoluzione digitale in modo meramente strumentale e tecnologico. L'autentica cultura informatica è invece quella che sa riconoscere la componente procedurale, algoritmica, strutturale in ogni attività e disciplina, come una componente irriducibile ad altri paradigmi conoscitivi." Venga ad Arcavacata nel Laboratorio di Filosofia del Linguaggio del prof. Daniele Gambarara al Dipartimento di Filosofia, c'è un Mondo Ai Lati dell'Università che l'attende: vi si affrontano le questioni del mix dei media e delle tecnologie, della tastiera linguistico- espressiva, dell'emittenza, pensando al broadcast, al satellite e alla banda larga, a una CampusTv come a una vera e propria palestra giornalistica e mediale puntata sul territorio e nel contesto delle information and communications tecnologies, per la formulazione di una cultura digitale coerente degli studenti, delle strutture didattiche e di ricerca di riferimento, nella comunicazione...B – luglio/agosto 2006 - Undicimila studenti, le matricole, affluiranno secondo programma, nell'Università di Arcavacata dopo la pausa estiva, provocando un rimescolamento cospicuo del sostrato antropologico, per così dire, per mutazioni continue, e impercettibili cambamenti. Il life sharing relativo è già in corso con la magia dei grandi numeri e la minuziosa particolarità delle reti convergenti, sms, web, messengers, mobile telephone, low cost to cost. Si caricherà per tutto Agosto, dal primo al venticinque del mese, con la coda delle prove ai primi di settembre, delle intenzioni di chi s'appressa alla fatica degli studi ulteriori più o meno sconsideratamente. Il cretino matricolato, è lì in agguato, si direbbe da certi segni. Anche se pochi sanno dell'etimo relativo all'insulto che è del pauvre chrétien, presso di noi altrimenti “povero cristo”; mentre qualcuno in più attinge forse della matricolazione, che è tutto dire, per le istorie antiche delle iniziazioni goliardesche, ahimè fuorvianti nel contesto attuale. La figura complessiva del malcapitato ne esce comunque irrimediabilmente compromessa ed emerge prepotente il sospetto che le sue prime scelte siano da riconsiderare, e con estrema urgenza. L'enfasi grottesca di questo ragionar scrivendo nello stile del professor Cordero - mutuato alla bisogna dalle sue ultime prove giornalistiche di tarda militanza politica più che dai mirabili pamphlet delle opere dei tempi migliori (Lettera a Monsignore, Opus), ahimè andati, come spesso suolsi così colà ove possibile - adombra la situazione irresistibilmente comica che si nasconde nella gestione burocratica di simil delicati frangenti legati all'accoglienza ai nuovi iscritti delle Università. E iniziative di orientamento approntate qui e là, matriculì matriculà, aggravano vieppiù la situazione con formulazioni improbabili e tutoraggi forsennati, prêt à porter, in prestito direttamente dai mercatialla funesta concezione aziendalistica della formazione universitaria, contratti gli uni in mirabolanti manifestazioni, ristrette le altre in spazi brevi e tempi conseguenti, con le anacronie tipiche delle vecchie cadenze precedenti l'organizzazione digitale dell'informazione, ma oggi non piùsostenibili. Pensiamo che in sostanza sarebbe bene connettersi ai flussi della comunicazione sempre in atto piuttosto che ricreare ad hoc impossibilistand up, adatti maggiormente a prodotti tipici e a telefoni cellulari. Appare preferibile sollecitare alla partecipazione communità già in moto per altri versi, disponibili ad assumere nel loro percorso anche le occorrenze più concrete ed immediate dell'iscrizione, e poi dell'immatricolazione; si dovrebbe invitarle in tal senso ad occuparsi non soltanto delle nobili scelte di fondo a cui tendono elettivamente, ma anche a por mano alle opzioni che ne sono all'origine e che ne conseguono. In quanto network essi stessi, nati per la comunicazione ed il dibattito non occasionale, questi gruppi on line hanno il fiato e l'allenamento per l'impegno che viene da lontano e può durare a lungo oltre l'occasione e l'evento iniziale. Tollereremmo sicuramente refusi, ed anche imprecisioni di sostanza, nella scrittura e nel porting telematico, perchè la partecipazione dei giovani esordienti, se necessario, riparerà tutto in diretta e nel tempo reale degli eventi di cui sono attori protagonisti. C – luglio/agosto 2006 - Lo studente s'avvia al passaggio, attraverso il conseguito diploma, all'altra riva dell'università. E' un momento strategico, non solo individuale, dell'intera società che per uscire anche con la formazione dalla stagnazione deve puntare innanzitutto alla crescita collettiva dei livelli di welfare oltre che di quelli direttamente produttivi che di essi si giovano. Occorre ricordare con ostinata pazienza i termini acquisiti ai pochi, e ignoti ai molti, delle questioni trattate. La question della matematica che fa bene al progresso e, se nota, alla salute fisica e mentale. Da dire che questa non è farmaco medicamentoso da assumere su prescrizione; non giova in alcun modo, poi, se ingerita in situazioni coatte e di necessità, trattandosi di saperi di base da metabolizzare sin da piccoli senza particolari costrizioni normative. La matematica è linguaggio naturale largamente diffuso e parlato con gusto tra noi dalla maggior parte delle persone. Ha da esseresoltanto richiamato alla mente con giudizi significanti; e tale attività benefica per l'uomo e il cittadino va sistematizzata, questo sì, adelante ma cum judicio, senza strumentalizzazioni perchè ancora una volta non si induca il rigetto della materia, che caratterizza l'analfabetismo attivo di Panebianco e quello passivo dei rassegnati all'oscuramento di base delle facoltà di matematizzazione. Poi, le questioni della meritocrazia e della competitività che una gestone dissennata, burocratica e concentrazionaria della scuola, rischiano di consegnare al sinistro qualunquismo democraticistico. Non sarà certo una scienza per cretini intelligenti, secondo una fortunata definizione del Semiologo Famoso, o una matematica per deficienti, che il sommo Bruno De Finetti attribuiva alle intenzioni dei pedagoghi, a poter essere divulgata con profitto tra la gente. La maturazione di un pensiero moderno, visto che ancora Galileo ha da essere frequentato da molti, non deve escludere di affrontare francamente e con coraggio la dimensione filosofica delle tecnoscienze: il disordine, il caos, la contraddizione, la pluralità, la complicazione fanno ormai parte della nuova consapevolezza scientifica, in cui la complessità diviene non solo fenomeno empirico, ma anche problema concettuale e logico, che confonde le demarcazioni e le frontiere tra concetti e prevale sulla marca positivista e idealista che è poi alla radice della divaricazione nelle due culture umanistica e scientifica, causa primaria della misconoscenza di massa dei linguaggi matematici. E' in un salto epistemologico in cui credere per rigirare al volo, perchè non bruci, la frittata ormai fatta della formazione di massa. Le riforme scolastiche vengono sempre dopo i sommovimenti delle società se non vogliono ingessarle e renderle ancor più gracili. Il mondo intero è spazzato da venti vigorosi nei quali le conoscenze, la loro condivisione, il loro trattamento costituiscono il motore produttivo, la fabbrica di nuova civiltà necessaria a nutrire nel corpo e nella mente tanta gente che – si sarebbe detto un tempo – viene alla ribalta della nostra storia

.