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radioattivi (.) radioamanti (.) radiologici (,)APPUNTI PER L'INDAGINE AUTUNNO 2015
2020
Io rido, ma la vita religiosa non la paga nessuno
Suor Maria Giuliana, Foligno, settembre 2010
[Intervista tivvù in occasione del suo 100° compleanno]
i Radioamatori, da non confondere con quelli che amano la radio e la ascoltano, costituiscono la topica decisiva sulla genesi dell'homus tecnologicus vulgaris che segna ancora la pratica ingegneristica, con un rigurgito finale che non per questo non manca di fare i suoi danni in piena epoca digitale.
i Radioamatori, solo ieri l'altro: eravamo nella condizione in cui tecnici valentissimi, spessissimo autodidatti, appassionati, andavano in giro per monti e per valli, a piedi o motorizzati, da soli o in compagnia, per città o paesi, per non dirsi a distanza assolutamente nulla se non "mi senti? come mi senti? etc", senza farsi tentare dall'effusione verbale o dall'ispirazione emotiva dell'hic et nunc espressivo.
All'altro capo, altro corno del dilemma, gli Italiani in possesso di un telefonino, oggi.
Ma sia chiaro che gli ingegneri e i tecnici sono oggi due cose proprio diverse e distanti: colui che s'ingegna e indaga il mistero, che si chiede cosa ci sia che adesso non vede, è esattamente il contrario del tecnico e delle sue squallide certezze, pericolose, subalterne, coatte. — partecipando a videoamatori.
editor



#copia
Suor Maria Giuliana, Foligno, settembre 2010
i Radioamatori, solo ieri l'altro: eravamo nella condizione in cui tecnici valentissimi, spessissimo autodidatti, appassionati, andavano in giro per monti e per valli, a piedi o motorizzati, da soli o in compagnia, per città o paesi, per non dirsi a distanza assolutamente nulla se non "mi senti? come mi senti? etc", senza farsi tentare dall'effusione verbale o dall'ispirazione emotiva dell'hic et nunc espressivo.
All'altro capo, altro corno del dilemma, gli Italiani in possesso di un telefonino, oggi.
Fisserei una forbice di oscillamento tra i 10 ed i 20 anni, un soffio di tempo, ma che segna due epoche, come ei fu il vecchio Napoleone
La tentazione di strumentalizzare l'ingegnere rimane immanente, man mano che gli ingegneri diventano sempre più i detentori del sapere utile, i chierici della nuova religione delle tecnoscienze. Ma - dico io - gli ingegneri come tali cosa sanno del mondo? NULLA, non sanno assolutamente nulla, NULLA.
Ora li chiamano ricercatori, il mondo ama solo i ricercatori, pensatori sommi: ma sono soltanto i tecnici specializzati dell'oggi incombente, eh, dell'atteggiamento di chi cerca non hanno NULLA,; tetragoni, sono ben piantati sulle loro certezze a cui sono indotti dalle necessità strumentali del loro impiego. Gente pericolosa, figli diretti di quel tal Wernher von Braun (1912–1977) dirigente nazista cooptato dalla Nasa per le glorie meravigliose e progressive della conquista dei Cieli.
ai RadioAmatori non avresti strappato un soffio vitale neanche sotto tortura! Ai nostri contemporanei costretti al telefonino tocca sotto tortura soffiare nel microfono senza sosta e si avvera la profezia di McLuhan e di Baudrillard e Barthes: una civiltà che obbliga a parlare, non che ti vieti di parlare, questo è il nuovo incubo inverato dalle tecnoscienze nella comunicazione.
E i tecnici, in ciò? Cosa amavano, cosa li teneva insieme, cosa provavano in collegamento?
Magari se si risponde a questo si può indovinare anche il motivo profondo della rete digitale, il suo successo.
Ma sia chiaro che gli ingegneri e i tecnici sono oggi due cose proprio diverse e distanti: colui che s'ingegna e indaga il mistero, che si chiede cosa ci sia che adesso non vede, è esattamente il contrario del tecnico e delle sue squallide certezze, pericolose, subalterne, coatte.
radioattivi radioamanti radiologici
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feat. Giuseppe
feat. Giuseppe
feat. Giuseppe Mingione ***ogni generazione*** e ogni ideologia ha i suoi equivoci.
_²⁰ un equivoco tragico è stato quello che il latino insegna a ragionare. o meglio, che solo col latino si insegna a ragionare. questo perché molta gente solo quello conosceva, solo con quello aveva "imparato a ragionare" (a volte, mica sempre) e oltre non andava o non era in grado di andare.
_²¹ adesso invece è il turno del coding, della programmazione e della cosiddetta cultura tecnica. altro equivoco. non c'è nulla di più, nel semplice programmare, di quello che c'è nel saper manovrare un tornio o una macchina di discrete dimensioni e complicazione. e lo dice chi a 16 anni sapeva programmare in quattro linguaggi diversi (che negli anni 80 non era banale). ?
- ? quello che serve per imparare a ragionare è una miscela di discipline dure e umanistiche di base,
- ? condite con problem solving, metterle cioè in azione in casi concreti (o attuali, per le humanities),
- ? per non partire per la tangente (come fanno non pochi filosofi ultimamente, a quanto si vede).
- ? ma lasciate da parte ogni specializzazione prima dei 18 anni

radioamatori
radioamatori
"- La scienza come tale -"
quando sento cose del genere alla radio,
resto sempre avvilito.
GOTTFRIED BENN [RADIO*]
C'è forse una scienza non come tale?
Io non vedo molta natura, di rado vado sui laghi,
giardini sporadicamente, dietro cancelli,
orti e baracche, tutto qua,
dipendo dai surrogati:
radio, giornale, rotocalchi -
come sì può propormi roba simile?
Allora è proprio il caso di dubitare
se questo non sia surrogato di violacciocche,
calore della vita, bacio in bocca, avventure extraconiugali,
tutto quel che dà un po' di lusso all'esistenza
e nel tutto deve pur esserci un nesso!
No, questi processi mentali non fanno per me,
ma ci sono ore piene
in cui da nessuna stazione (onde medie, corte, lunghe, ultraonde)
si sente una voce di donna ("prima si dice no, poi forse, poi sì"),
sempre soltanto queste sentenze pedagogiche,
in realtà è tutto prodotto da un maschio al tavolino
quel che l'Occidente chiama le sue cose più alte -
ma io, come ho detto, sono per le avventure extraconiugali!
«- antichi patrimoni culturali sarebbero del tutto scomparsi -»
(e beh?)
«- le voci del passato - »
(per me!)
«- nella località del Nuovo Messico
i farmer benedicono le loro bestie, i campi
con questi canti -»
(tanto piacere,
ma quanto a me io non metto quasi piede fuori del Brandeburgo).
Stiamo ascoltando il professor Salem Aleikum,
il cronista è lì che gli fa gli occhi dolci:
«il professore è disteso sulla terrazza della sua casa
col liuto in mano
e canta le antiche ballate» -
probabilmente su un'ottomana,
con acqua e ghiaccio accanto,
confuta ipotesi, ne emette di nuove -
I maggiori fiumi del mondo
Nilo, Brahmaputra o che so io,
sarebbero troppo piccoli per affogare tutti questi
professori -
Io non ho campi, non ho bestie,
niente che mi benedica, è tutta una maledizione,
ma questi professori
insegnano a tutto volume
insegnano da tutti i pori
e ne fanno ambiente culturale.
(da Giorni primari, Il Saggiatore, 1981 – Traduzione di Anna Maria Carpi)


i Radioamatori, solo ieri l'altro: eravamo nella condizione in cui tecnici valentissimi, spessissimo autodidatti, appassionati, andavano in giro per monti e per valli, a piedi o motorizzati, da soli o in compagnia, per città o paesi, per non dirsi a distanza assolutamente nulla se non "mi senti? come mi senti? etc", senza farsi tentare dall'effusione verbale o dall'ispirazione emotiva dell'hic et nunc espressivo.
All'altro capo, altro corno del dilemma, gli Italiani in possesso di un telefonino, oggi.
melograno dai fiori
melograno dai fiori
il verde melograno
da' bei vermigli fior,
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
tra le rossastre nubi #if
tra le rossastre nubi #if
La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo dal ribollir de' tini va l'aspro odor de i vini l'anime a rallegrar. Gira su' ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando sull'uscio a rimirar tra le rossastre nubi stormi d'uccelli neri, com'esuli pensieri, nel vespero migrar.
splendido sport il rugby
splendido sport il rugby
il calcio del rugby
il calcio del rugby
(L'arbitro ad alta voce parla in inglese international)
Di cima al poggio allor, dal cimitero, giú de' cipressi per la verde via, alta, solenne, vestita di nero parvemi riveder nonna Lucia: la signora Lucia, da la cui bocca, tra l'ondeggiar de i candidi capelli, la favella toscana, detective Endeavour Morse, tornato in servizio alla polizia di Oxford dopo quattro mesi di assenza. https://www.facebook.com/artuffomodellismo/videos/169242084357620
persona
persona
“Nel corso della nostra vita, noi diventiamo tante persone differenti,
ed è proprio questo a rendere così strani i libri di memorie.
Una persona, l’ultima, si sforza di unificare tutti i personaggi differenti”

François Truffaut
(Parigi, 6 febbraio 1932 –
Neuilly-sur-Seine,
21 ottobre 1984)